Oracolo Cap. 12 – Guanabara

Lo sciamano Tupi-Guarani crea il feticcio del dio della foresta.
Lo sciamano e il dio Caapora

Vespucci stava chiedendo a Coelho se secondo lui il numero tre, evocato dalle pietre incastonate su ogni guancia, avesse un significato se non esoterico almeno mistico o se invece non fosse del tutto casuale, quando Arariboia aveva dato inizio alla celebrazione di Caapora: il dio della foresta, sistemando il feticcio su una foglia di palma. Tra tutte le cose che avevano visto nel nuovo mondo non era la più strana, la forma ricordava un cilindro tormentato fatto con cose prese a caso in una discarica di materiale organico, messe insieme in qualche modo e poi rapprese per intervento sovrannaturale. Il colore era una miscela dello spettro visibile con salti quantici dal giallo rancido al rosso bolgia di preti simoniaci, dal granito costa oceanica ai bagliori di blu satinato; nell’insieme affascinante. Lo sciamano si era seduto vicino al feticcio stendendo altre due foglie di palma, verdi, fresche e accoglienti. Il chiacchiericcio indigeno aveva ripreso a produrre decibel ai quali si aggiungevano quelli che provenivano dalla Mata atlantica: tonfi di frutti enormi il cui peso vinceva la resistenza del peduncolo e andavano incontro alla gravità del loro destino, ciangottio di pappagalli e conversazioni tra primati. A turno alcune ragazze si erano avvicinate per depositare sulle foglie il loro contributo: pietruzze d’oro, schegge di granito e opali. Gli alti ufficiali della caravella, ma anche il resto della ciurma, osservavano con attenzione l’armonico movimento mammario delle giovani donne generato dall’accoccolarsi per rendere l’offerta a Caapora, curiosi di vedere se tutto quel materiale avrebbe reso ancora più grande e turgido il già erettile feticcio. Finita la processione Arariboia aveva poi recitato quella che sembrava un’invocazione al dio della foresta mentre
contemplava orizzonti noti solo a lui.

Banchetto antropofago nella baia di Guanabara
Banchetto antropofago

Le ragazze, visto che nessuno le minacciava più, stavano trascinando il corpo di Juan verso la foresta. Le scialuppe ancora non erano tornate alle caravelle che già i Tupi─Guarani avevano acceso il fuoco a cui sarebbe seguita la brace e infine la grigliata. Con coltelli di legno indurito e tagli esperti, le femmine avevano liberato la carcassa dalle interiora per metterle da parte. Avevano poi appeso il cadavere per far defluire il sangue e una del gruppo, forse la stessa dal viso con le rughe sospette, aveva tagliato il pene di Juan agitandolo poi in aria come un immondo (a giudizio dei marinai) trofeo. Sembrava che ridesse in modo molto indio. Forse il pene lo avrebbero usato come antipasto e le interiora come dessert se non fossero state minacciate dai gabbiani, che avevano optato per l’abbondanza indigena preferibile all’avarizia marinaia; ancora non si erano visti rifiuti in mare intorno alle navi. La brace era pronta quando il sole calava con la consueta rapidità, e quello che rimaneva di Juan stava già sfrigolando a beneficio dell’acquolina in bocca indigena e dell’indignazione europea. Amerigo cercava di figurarsi la giovane carne dell’ex mozzo a contatto con la brace, la brezza stava cambiando e portava l’acre odore dei capelli bruciati e della pelle che si accartocciava e si ritirava lasciando penetrare il calore che arrostiva la carne nel suo stesso grasso intorno alle ossa.

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Oracolo Cap. 11 – Qumran

Un Templare uccide un Assassino per rubare informazioni
Templari e Assassini

Ormai era prossimo ai confini del Regno Latino, stava cavalcando lungo la via che passa vicino al lago di Tiberiade e porta all’altopiano del Golan e poi in Siria. Diya non voleva cedere al pessimismo ma sentiva la luce della luna che illuminava il sentiero entrare nel suo corpo come mercurio gelido, incendiandogli il ventre mentre la brezza della sera si insinuava tra le vesti e portava l’odore dell’acqua, del pesce e del lago che era nascosto dai rilievi sulla sinistra, presto lo avrebbe superato arrivando in territorio sicuro. Il tempo che una scoreggia impiega per sfiatare, esplorando i toni bassi del pentagramma con sonorità ascendente e li aveva visti. I Templari erano fermi alla fine della salita, immobili sui cavalli e inconfondibili con la tunica bianca; la croce patente che portavano sulle tuniche sembrava disegnata con sangue rappreso. Il riflesso plutonico che la luce lunare generava sulle loro cotte metalliche faceva il paio con la liquida sensazione che gli infuocava le viscere e che le trasformava in qualcosa di solido, come un mattone di argilla cruda. Erano in tre, più che sufficienti per fare quello che avevano in mente, qualsiasi cosa fosse.

Chapter 11 – Qumran

Tra i rotoli di Qumran
La scatola del Mar Morto

The interior was dry and cool, a welcome relief after the climb. The lumens, which in full sunlight reached unimaginable yet quantifiable levels, decreased logarithmically in the uterine and enveloping environment he had entered. Generations of terracotta scrolls were piled up against the wall, which looked like an irregular but perceptible circle. It was inevitable to wonder how the Master knew what was in a cave that he had never even imagined existed, but he immediately dismissed the question as a divine mystery, without even hoping to one day be able to probe or know it. After a couple of breaths, his eyes had adjusted to the semi-darkness. The cave was not very deep, and there was something promising towards the end, where the ceiling approached the ground. He approached with what he considered excessive caution, perhaps intimidated by the words of the Master, which at that moment gave him a mystical thrill, accompanied by echoes of distant and supernatural worlds. If he had given in to the fear that these echoes stirred in him and fled without the object, as his gut suggested, he would have had to face the Master, and that would have been even worse. The sweat-soaked tunic bothered him, sticking to his skin, and the coolness of the cave was turning into an oppressive cold. He wanted to go back outside into the wonderful and intolerable heat of the afternoon, but he would not do so without the object. Overcoming known and unknown fears, he opened the clay jar to discover that there was another one. Without thinking or reflecting, so as not to conjure up intolerable ghosts, he had also opened the last container and seen the object: a metal box just large enough to be held with two hands and shiny, as if it had just come out of the forge.

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Oracolo Cap. 10 – Casa di Isis

Generazione e interpretazione dell'esagramma del Baphomet
Esagramma a casa di Isis

Da sciame pastoso e magnetico l’Oracolo stava riacquistando la compatta lucentezza sua propria, segno che doveva essere rimesso sul tavolo, pensava Ettore, che si sentiva sondato e ispezionato dai micro droni dello sciame come se gli avessero fatto una risonanza magnetica, e avessero deciso nel mentre quali canali aprire e quali no per far defluire il sugo di pomodoro bio dall’urna nella quale si era raccolto, ma non per decisione presa a priori, piuttosto come interazione casuale e probabilistica tra i singoli elementi dello sciame; come le termiti o le api. Sotto all’urna (del e nell’Oracolo) c’era il foglio A4 intonso perché Ettore vi aveva appoggiato il Baphomet sopra.

Generazione e interpretazione dell'esagramma del Baphomet
Esagramma a casa di Isis

─ Non è un brutto numero, mi ricorda qualcosa ─ aveva mormorato Isis prima di correre in camera sua.
   ─ A me fa venire in mente la sfiga ─ commentava Serafino da buon napoletano.
   ─ Non è neanche nella sequenza di Fibonacci; lo giochiamo al lotto?
   ─ Il diciassette è il numero dei Templari, ─ Isis era ricomparsa in giardino con un libro ─ e del Tempio. Se si considerano i due numeri uno alla volta, il significato di 1 è: essere unico o cosa unica, che viene posta in relazione con la potenza suprema, il polo radiante e il centro mistico. Il 7 è il numero della conoscenza e della sapienza: simboleggia quindi la profonda saggezza e la ricerca della verità ma anche introspezione e meditazione.
   ─ Mm… che libro è quello? ─ Dumbo, Serafino, Rafaela e Ruben che stavano guardando Ettore si erano girati verso Isis, tutti insieme.
   ─ Miti e misteri, il libro delle leggende, dei misteri e del paranormale. ─ Aveva risposto Isis con la faccia molto seria.
   ─ Ecco.

Chapter 10 – House of Isis

Generazione e interpretazione dell'esagramma a casa di Isis
Esagramma a casa di Isis

From a pasty, magnetic swarm, the Oracle was regaining its characteristic compact shine, a sign that it had to be put back on the table, thought Ettore, who felt probed and inspected by the micro drones of the swarm as if they had given him an MRI scan, and had decided in the meantime which channels to open and which not to open in order to drain the organic tomato sauce from the urn in which it had collected, but not by a decision taken a priori, rather as a random and probabilistic interaction between the individual elements of the swarm; like termites or bees. Underneath the urn (of and in the Oracle) was the uncut A4 sheet because Ettore had placed the Baphomet on top of it.

Generazione e interpretazione dell'esagramma del Baphomet
Esagramma a casa di Isis

─ It’s not a bad number, it reminds me of something, Isis murmured before running to her room.
─ It reminds me of bad luck, commented Serafino, like a good Neapolitan.
─ It’s not even in the Fibonacci sequence; shall we play it in the lottery?
─ Seventeen is the number of the Templars ─ Isis reappeared in the garden with a book ─ and of the Temple. If you consider the two numbers one at a time, the meaning of 1 is: to be unique or a unique thing, which is related to supreme power, the radiant pole, and the mystical center. Seven is the number of knowledge and wisdom: it therefore symbolizes profound wisdom and the search for truth, but also introspection and meditation.
─ Mm… what book is that? ─ Dumbo, Serafino, Rafaela, and Ruben, who had been watching Ettore, turned to Isis, all at once.
─ Myths and mysteries, the book of legends, mysteries, and the paranormal. ─ Isis replied with a very serious face.
─ There you go.

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Oracolo Cap. 9 – L’Oracolo

L'Oracolo dal Tibet al Sudamerica passando per la Palestina.
La testa parlante

Mentre l’Oracolo usciva dalla vagina della storia (nasceva una seconda volta), il destino che non esiste, sgusciando da una costola del tempo, dispiegava l’azione necessaria per rompere la falsa immobilità; come una placca tettonica che scricchiola su un’altra mentre si carica di energia, liberandola con fragore raggiunto il punto di massimo accumulo. Non appena Daniel aveva tolto di mano il Baphomet a Ettore gli uomini di Tania più Dinis e Epaminonda avevano circondato, con atteggiamento protettivo, Daniel, Tania e l’Oracolo. Dall’altra parte erano rimasti Ettore, Dumbo che sembrava avere fatto una scelta e Isis, Ubirani era sparito.

La misteriosa testa parlante seppellita ai piedi della Palma Mater
Il baphomet nel Jardim Botanico

Chiunque tra i presenti (tempo incluso) sembrava curioso di vedere che cosa sarebbe successo quando Ettore avesse tolto l’involucro usurato e rivelato l’oggetto misterioso. Come in un parto la prima cosa apparsa era la testa, sferica come soltanto il pi greco può renderla e con bagliori cromati perché la sporcizia secolare scivolava via come il residuo di sugo da una padella antiaderente. Poi emergevano le orecchie diverse una dall’altra: una evocava una femmina, non c’erano dubbi a causa degli attributi mammo-vulvari, l’altra un maschio e in questo caso l’attributo era eretto e ben riconoscibile. Il naso era bifido alla base e mentre saliva si trasformava in due ramificazioni evocanti corna che formavano un tutt’uno con le sopracciglia, sotto le quali si percepivano occhi a forma di mandorla (oriente?). La bocca a forma di imbuto orizzontale era sorretta dal mento, adeguato alla sfericità dell’oggetto; l’insieme era gradevole alla vista anche se in modo inquietante e mostrava una relazione di parentela con la sezione aurea.

Chapter 9 – The Oracle

La testa parlante delle due lune
La testa parlante delle due lune

As the Oracle emerged from the vagina of history (being born a second time), destiny, which does not exist, slipped out of a rib of time and unfolded the action necessary to break the false immobility; like a tectonic plate creaking on another, charging itself with energy and releasing it with a crash when it reached its maximum accumulation point. As soon as Daniel took the Baphomet from Hector’s hand, Tania’s men, plus Dinis and Epaminonda, surrounded Daniel, Tania, and the Oracle protectively. On the other side were Ettore, Dumbo, who seemed to have made a choice, and Isis. Ubirani had disappeared. As if they had agreed beforehand, Ettore threw himself at the group protecting Daniel and his gang, while Dumbo stayed close to Isis just in case.

Il baphomet cyberpunk
Il baphomet cyberpunk

Everyone present (including time itself) seemed curious to see what would happen when Ettore removed the worn wrapping and revealed the mysterious object. As in childbirth, the first thing to appear was the head, spherical as only pi can make it, with chrome flashes because the centuries-old dirt slid off like sauce residue from a non-stick pan. Then the ears emerged, each different from the other: one evoked a female, there was no doubt about it because of the mammary-vulvar attributes, the other a male, and in this case the attribute was erect and clearly recognizable. The nose was bifid at the base and as it rose it transformed into two branches evoking horns that formed a whole with the eyebrows, under which almond-shaped eyes (Oriental?) could be perceived. The horizontal funnel-shaped mouth was supported by the chin, which was in keeping with the spherical shape of the object; the whole was pleasing to the eye, albeit in a disturbing way, and showed a relationship with the golden ratio.

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Oracolo Cap. 8 – Secret Power

Dopo il rapimento Isis viene rinchiusa in una cella
Isis in prigione

  ─ Si, proprio io.
   ─ L’ultima persona che mi sarei aspettata di vedere qui.
   ─ La vita è complicata a volte.
   ─ Già, cominciamo dalle cose semplici: dov’è il cesso?

   ─ Spiegami ancora la faccenda dell’astro di riferimento. ─ Le aveva chiesto Dumbo dopo averla accompagnata in bagno e dopo che le aveva spiegato cosa volevano da lei. Dumbo era la persona più indicata per gestire Isis, aveva un debole per lei e Daniel aveva insistito perché se ne occupasse. Le aveva portato un un panino e un caffè per renderla più collaborativa. Chissà perché Isis non era sorpresa dalle sue domande, le ci era voluto meno di un minuto per individuare la strategia da seguire per gestire la situazione.

Chapter 8 – Secret Power

Dopo il rapimento Isis viene rinchiusa in una cella
Isis in Jail

─ Yes, it’s me.
─ The last person I expected to see here.
─ Life is complicated sometimes.
─ Yeah, let’s start with the simple things: where’s the toilet?

─ Explain the reference star thing to me again. ─ Dumbo asked her after accompanying her to the bathroom and explaining what they wanted from her. Dumbo was the best person to deal with Isis, he had a soft spot for her and Daniel had insisted that he take care of her. He had brought her a sandwich and a coffee to make her more cooperative. For some reason, Isis wasn’t surprised by his questions, it took her less than a minute to figure out the strategy to deal with the situation.

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Oracolo Cap. 7 – Algebra Esoterica

I Narcos in collaborazione con la macumba rapiscono Isis
Il rapimento di Isis

Basta saper aspettare e le risposte arrivano, l’idea emergeva dagli strati neurali profondi che non sono soggetti al pensiero che fa rumore. Non più di qualche settimana addietro Ettore si chiedeva come mai non avesse rinunciato all’appartamento con vista sull’oceano sull’Avenida Sernambetibo e il motivo ora gli appariva chiaro. Era d’obbligo dare un’occhiata al laptop di Isis per cercare di recuperare in qualche modo la sua amica. Ma era amica o fidanzata si chiedeva Ettore indugiando sull’idea curiosa che esibiva una complicazione di cui al momento non c’era bisogno; ciò che era importante era tirarla fuori dai guai.

All you have to do is wait and the answers will come. The idea was emerging from the deep neural layers that are not subject to rumor thinking. Just a few weeks ago, Ettore wondered why he hadn’t given up the flat with a view of the ocean on Avenida Sernambetibo, and now the reason was clear to him. He had to take a look at Isis’s laptop to try to get his friend back somehow. But was she a friend or a girlfriend, Ettore wondered, lingering on the curious idea that she was a complication he didn’t need right now; what was important was to get her out of trouble.

Chapter 7 – Esoteric Algebra

Al mattino, prima di colazione un'ora di cilicio e 33 frustate.
Ubirani alle prese con il cilicio – Ubirani grappling with the cilice

Se Ubirani avesse dovuto esprimere con il pensiero che fa rumore (le parole della mente) quello che era chiaro per la sua inferenza neurale, avrebbe detto che forse la serata si poteva ancora aggiustare. A prescindere (o forse a causa) da questo si era fiondato verso la rampa e raggiunto il giardino aveva individuato subito l’albero di Maria-Mole che gli faceva da riferimento, era saltato sui rami più bassi mentre l’auto di Isis usciva dal cancello e Ettore correva sulla strada per vederla allontanare in direzione dell’Avenida Sernambetiba. Con la consueta elasticità era salito su un ramo alto e si era lanciato oltre la recinzione sul marciapiede, attutendo la caduta con le mani e la flessione di una gamba. Era un appassionato dei film d’azione e non appena poteva emulava le performance dei suoi attori preferiti.

If Ubirani had had to express what was clear to his neural inference with the thoughts that make noise (the words of the mind), he would have said that perhaps the evening could still be salvaged. Regardless (or perhaps because of) this, he had rushed towards the ramp and, upon reaching the garden, had immediately spotted Maria-Mole’s tree, which served as his reference point. He had jumped onto the lower branches as Isis’s car left the gate and Ettore ran onto the road to watch it drive away in the direction of Avenida Sernambetiba. With his usual agility, he climbed onto a high branch and launched himself over the fence onto the pavement, cushioning his fall with his hands and the bend of one leg. He was a fan of action films and, whenever he could, he emulated the performances of his favourite actors.

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Oracolo Cap. 6 – Tijuca

L'alcova voluta dal Ministro do Interior Cielo Alto Capelli
Grottino del piacere

Daniel stava concordando una ennesima fornitura di ragazze con Cielo Alto Capelli, nel grottino del piacere della villa di Santa Teresa, il cui secondo nome era Calidarium. Cielo Alto aveva seguito personalmente i lavori di posa di ogni singola piastrella del complesso mosaico irregolare e leopardato che costituiva l’ambiente. Daniel pensava che l’effetto fosse ridicolo ma si guardava dal dirlo al ministro. Alla fine dei lavori Cielo Alto avrebbe voluto sopprimere gli operai (come i tiranni orientali), i suoi legali gli avevano suggerito che un licenziamento poteva bastare; per senso dello stato e a malincuore si era adeguato. Nel Calidarium erano sempre presenti almeno tre ragazze, dovevano fingere di essere lì per caso e dimostrarsi disponibili nei confronti degli ospiti di Cielo Alto.

Oracolo chapter 6 – Tijuca

L'alcova voluta dal Ministro do Interior Cielo Alto Capelli
The cave of pleasure

Daniel was arranging yet another supply of girls with Cielo Alto Capelli, in the pleasure cave of the villa in Santa Teresa, whose second name was Calidarium. Cielo Alto had personally supervised the laying of every single tile of the complex, irregular, leopard-print mosaic that made up the room. Daniel thought the effect was ridiculous but refrained from saying so to the minister. At the end of the work, Cielo Alto wanted to kill the workers (like Eastern tyrants), but his lawyers suggested that dismissal would suffice; for sense of duty and with a heavy heart, he complied. There were always at least three girls in the Calidarium, who had to pretend to be there by chance and show themselves available to Cielo Alto’s guests.

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Oracolo Cap. 5 – Rocinha

Una strada della favela
Favela di Rocinha

Erano tornati da Cananeia con qualche interrogativo in più. Dopo qualche giorno di riflessione, Isis in piscina mentre Ettore rifletteva sulla sabbia bianca di Barra, avevano deciso di cercare ispirazione con una visita alla favela più grande del Sud America. E avevano deciso di farlo il giorno stesso dell’operazione della Policia Civil contro Comando Vermelho, con la speciale partecipazione dei narcos di Daniel. Non che fosse necessaria una guida per la visita, ma essere accompagnati da qualcuno di conosciuto era meglio. Circa a metà versante nord il loro accompagnatore (pagato in anticipo) si era dileguato dopo la prima raffica di Kalashnikov, senza salutarli.

They had returned from Cananeia with a few more questions. After a few days of reflection, Isis in the pool while Ettore pondered on the white sand of Barra, they had decided to seek inspiration with a visit to the largest favela in South America. And they had decided to do so on the very day of the Policia Civil operation against Comando Vermelho, with the special participation of Daniel’s narcos. Not that a guide was necessary for the visit, but being accompanied by someone they knew was better. About halfway up the north side, their guide (paid in advance) disappeared after the first burst of Kalashnikov fire, without saying goodbye.

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Oracolo Cap. 4 – Cafè Miranda

Cafè Miranda a Leblon
Cafè Miranda a Leblon

Quel raggio di sole, lambiva il sandalo fatto di fettucce incrociate di pelle rossa. Non era più giovane ma era ancora una bella donna, aveva una gamba accavallata sull’altra e il piede che non appoggiava sul pavimento del Cafè Miranda era colpito in pieno dalla luce del sole, mentre dondolava complice. La Luce entrava con insistenza dalla finestra aperta su Rua Ferreira a Leblon.

That ray of sunshine grazed the sandal made of crossed strips of red leather. She was no longer young, but she was still a beautiful woman. She had one leg crossed over the other, and the foot that was not resting on the floor of Café Miranda was bathed in sunlight as she swung it back and forth. The light streamed insistently through the open window onto Rua Ferreira in Leblon.

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Oracolo Cap. 3 – Zangbeto

Tra riti voodoo e strane aggressioni i protagonisti cominciano a percepire forti interessi per la loro ricerca
Il dio Legba al lavoro

Visto alla tremula luce delle candele, sembrava ancora più spettrale. Il sangue rappreso era di un rosso che virava al marrone e ricopriva il volto e parte del sudario che avvolgeva il busto. Due lunghe orecchie appuntite (sembravano corna) spuntavano dal capo tozzo, reso ancor più grottesco da un naso simile a una vistosa e corta proboscide. Le orecchie erano nere e rivolte in avanti, sembrava seduto o appoggiato su uno scranno di pietra. Lo scranno si confondeva con il pavimento sul quale era sistemato e intorno c’erano ciotole di terracotta con dentro strane polveri colorate. Sparse qua e là c’erano bottiglie verdi che una volta avevano contenuto birra ma ora qualcos’altro.

Seen in the flickering candlelight, it looked even more ghostly. The dried blood was a reddish-brown colour and covered the face and part of the shroud that wrapped around the torso. Two long pointed ears (which looked like horns) protruded from the squat head, made even more grotesque by a nose resembling a conspicuous, short proboscis. The ears were black and pointed forward, and it appeared to be sitting or leaning on a stone bench. The bench blended in with the floor on which it stood, and around it were terracotta bowls containing strange coloured powders. Scattered here and there were green bottles that had once contained beer but now contained something else.

Per sfuggire a un assalitore il protagonista cerca rifugio tra le mangrovie
Ettore cerca rifugio tra le mangrovie

Un movimento impercettibile registrato con la coda dell’occhio aveva catturato la sua attenzione. Un saltafango lungo una quindicina di centimetri stava emergendo dall’acqua e si arrampicava su uno dei tronchi semi sommersi del complicato intrico di mangrovie tra le quali aveva trovato rifugio Ettore. Il colore era marrone screziato con bande nere e ricoperto di puntini chiari, aveva due enormi occhi rotondi con cerchiature rosse che usava per monitorare con cura l’ambiente circostante. Altri stavano emergendo dall’acqua torbida, verificato che il luogo fosse idoneo allo scopo (l’umano poteva essere una decorazione dell’ambiente) si stavano esibendo in salti sulle radici delle mangrovie; lo scopo probabile era la ricerca di cibo.

An imperceptible movement caught in the corner of his eye had caught his attention. A mudskipper about fifteen centimetres long was emerging from the water and climbing onto one of the semi-submerged trunks of the complicated tangle of mangroves where Ettore had found refuge. It was brown in colour with black stripes and covered with light-coloured dots. It had two enormous round eyes with red circles around them, which it used to carefully monitor its surroundings. Others were emerging from the murky water. Once they had verified that the place was suitable for their purpose (the human could be a decoration of the environment), they were jumping on the roots of the mangroves, probably in search of food.

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